Approfondimenti e Strategie di Web Marketing

Remarketing Adwords: Ri-Pescare Il Cliente Conviene ?

L’opportunità di Remarketing su Adwords è un argomento di cui si discute ormai da parecchio tempo, è stato argomento dell’ultimo Workshop Google Adwords a cui ho partecipato e in giro per la rete mi è capitato di leggere già qualche feedback e anche diverse perplessità, ho pensato così oggi di esprimere la mia opinione e di condividere con voi la mia esperienza.

Remarketing Adwords: Perché Serve?

Il Blog di Adwords qualche mese fa sosteneva che il 97% dei nostri nuovi visitatori non converte durante la prima visita su un sito. La cosa mi sembra abbastanza ovvia in quanto il consumatore che si appresta a comprare online è spesso molto diffidente nell’effettuare acquisti su internet (soprattutto in un mercato come quello italiano!) oppure è molto più consapevole della media ed è quindi abituato ad effettuare tante ricerche su siti diversi, comparare vantaggi e svantaggi, confrontare tutti i prezzi, leggere opinioni o recensioni sui prodotti o sul servizio che gli interessa.

Ogni cliente ha una sua personale perplessità che lo frena dal comprare i prodotti che stiamo pubblicizzando e, qualunque sia la motivazione, è assodato che per quanti clienti riusciamo ad attirare nella nostra rete, la maggior parte finirà per scivolare via dalle maglie troppo larghe del sistema. Questo spesso avviene semplicemente per questioni che non sono nella nostra sfera di controllo…

  1. un cliente non è sicuro di voler acquistare quel tipo di prodotto
  2. un altro cliente vuole quel prodotto ma il prezzo è troppo alto per il budget che si era prefissato,
  3. un altro ennesimo cliente stava valutando i nostri prodotti quando è dovuto uscire (ripondere al telefono/preparare il pranzo/discutere col postino ecc ecc 😉 ).

Come Ci aiuta il Re-Marketing a Ri-Pescare i Clienti?

Una campagna di Remarketing ci aiuta a seguire con i nostri annunci display, tramite il tracciamento dei cookie, tutti i potenziali clienti che hanno abbandonato il nostro sito nella loro navigazione (anche in siti che non sono in target con il nostro prodotto e quindi esclusi dai posizionamenti della Rete Display 😉 ).

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La “Crisi” Non Esiste

Qualche giorno fa sono stato ad una fiera a Milano. Un cartellone espositivo di un’azienda ha attirato la mia attenzione. Era esposto un breve trattato sulla Crisi di Albert Einstein. So che molti di voi già lo conosceranno, ma voglio riportarlo lo stesso.

Credo che sia utile leggerlo o rileggerlo e ricordarene i punti importanti per prenderne spunto nei momenti di difficoltà.Credo che sia utile farlo leggere a chi a volte trova consolazione in questa parola per i propri fallimenti o per i fallimenti degli altri. Credo che sia utile a farci riflettere che quello che conta è la volontà e la tenacia nel fare le cose.

La “Crsi” Non Esiste SE SOLO VUOI NON Farla Esistere!

“Non possiamo  pretendere che  le cose cambino,
se continuiamo a fare le stesse cose.

La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni,
perché la crisi porta progressi.
La creatività nasce dall’angoscia
come il giorno nasce dalla  notte oscura.
E’ nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie.
Chi supera la crisi  supera sé stesso
senza essere ‘superato’.

Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà,
violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni.
La vera crisi, è la crisi dell’incompetenza.

L’ inconveniente delle   persone e delle nazioni
è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita.

Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine,
una lenta agonia.
Senza crisi non c’è merito.
E’ nella crisi che emerge il meglio di ognuno,
perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze.


Parlare di crisi significa incrementarla,
e tacere nella crisi è esaltare il  conformismo.
Invece, lavoriamo duro.
Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa,
che  è la tragedia di non voler lottare
per superarla.”

Albert Einstein

Dal minuto 1:01, Fabio Volo


AdWords Quality Score: Come Aumentare il Punteggio di Qualità AdWords e Spendere Meno

Per chi si avvicina ad Adwords sicuramente avrà sentito parlare di Quality Score o Punteggio di Qualità. Per chi invece è già un “esperto” saprà sicuramente di cosa sto parlando 😉 In due parole: più il tuo quality score adwords è alto, meno spendi e più la tua campagna è performante.

L’esempio mostrato nell’immagine di sopra è relativo ad alcune keyword di una campagna di un mio cliente. Ovviamente si tratta di un caso non troppo frequente. Avere quasi tute le key un punteggio di qualità 10/10 significa è quasi impossibile e significa aver fatto un lavoro eccezzionale, non ottimo. Per intenderci, arrivare ad ottenere su una buona percentuale di keyword i 7/10 è già un ottimo risultato su cui metterei la firma.

Perchè è stato introdotto il Quality Score Adwords ?

Fino a non molto tempo fà era possibile acquistare qualsiasi keyword, anche se irrilevante con quello che volevamo pubblicizzare e collegarla ad una qualsiasi pagina web (Esempio: compriamo key “pomodori” mentre la pagina vende “calzini”).

Il punteggio di qualità è stato introdotto da Google per risolvere questo problema. Nello specifico google punta da sempre sul discorso della “user experience” ottimale dei suoi risultati. Con l’introduzione del punteggio di qualià si vuole evitare che:

  1. La Landing page è irrilevante: l’utente finisce su una pagina che non centra con quello che sta cercando;
  2. Falsa promessa nell’annuncio: viene promesso qualcosa nell’annuncio, mentre nella pagina c’è tutt’altro;
  3. Evitare i risultati duplicati: più inserzionisti fanno pubblicità sullo stesso sito;

Come aumentare il Quality Score Adwords: 4 cose che devi sapere e applicare

Il Quality Score Adwords può essere migliorato e questa secondo me è una delle abilità con un bravo consulente in search marketing deve assolutamente padroneggiare. In ogni caso, se vuoi aumentare il quality score ti consiglio di prestare attenzione a queste 4 cose:
  1. Rilevanza dell’annuncio con le keyword: Nell’annuncio dovranno essere presenti le keyword. Se acquisti la key “patate”, cerca di inserirla nell’annuncio;
  2. Qualità della Landing Page: google aumenterà il cpc medio se il contenuto della pagina non è pertinente con le keyword degli annunci; In casi estremi e se il punteggio di qualità è molto basso, Adwords potrebbe farti pagare un cpc molto alto oppure non pubblicare l’annuncio con quelle keyword. Quindi fai in modo che la tua landing sia pertinente con le keyword che acquisti!
  3. Aumentare il CTR: più il ctr è alto, meglio è. Questo significa che il tuo annuncio è scritto bene e ci sono parecchie persone che lo cliccano. Di conseguenza Adwords nel corso del tempo ti premierà.
  4. Storia del tuo account: Proprio in questi giorni un mio amico mi ha detto: “Daniele finalmente comincio ad ottenre qualche risultato con Adwords”. In effetti, la “storia dell’account”,della singola campagna, dei singoli annunci, ecc..  sono dei fattori che Adwords prende in considerazione. Quello che ti serve sapere è:  Google ti premia quanto più a lungo tieni attive le tue campagne 😉. Dal punto di vista del business è abbastanza sensato: google cerca di tenersi in vecchi clienti che investono con costanza su Adwords e li premia.
Come ultima cosa, ma non meno importante: presta particolare attenzione alla velocità di caricamento della pagina di destinazione.Mi è capitato di avere punteggi di qualità estremamenti bassi nonostante tutti i criteri di qualità fossero rispettati. Il motivo principale era dovuto alla lentezza della landing page.

Riesci a Rimanere Focalizzato ed a Eliminare le Distrazioni ?

Capita anche a te di distrarti in continuazione mentre sei al computer ? Ora una mail, ora un messaggio su skype, ora una telefonata… e fai tutto tranne quello che hai programmato di fare!

Giusto per confermare questo, proprio in questo momento mi sono distratto: dovrei stare ad ultimare le slide per il Workshop 20MasterLab, mentre invece sto facendo tutt’altro. Cose da pazzi… non è servito neanche staccarmi da internet, le notifiche Push dell’iPhone mi tampinano in continuazione! Disattivate 😉

Detto questo, mi segno questo video post di Darren Rowse, con la promessa di rividerlo ogni volta in cui mi distraggo. Se avete soluzioni alternative e più efficaci per evitare le distrazioni vi offro una birra splugen 😉

Il ROI Nei Social Media è Una Stronzata Galattica!

Condivido con Andrea, diciamo finalmente le cose come stanno…  😉

Ottimizzare Le Landing Page: Il Modo Più Veloce Per Aumentare Le Conversioni

Quante volte hai sentito dire che per aumentare le vendite online serve incrementare le visite ? Sicuramente avrai sentito che conta anche il fatto che una percentuale il piu alta possibile di questo traffico deve essere qualificato, ovvero per capirci: chi visita la tua pagina deve sapere già a priori quello che vuole…

Quello che hai sentito è sostanzialmente… vero, ma come dicevo nell’articolo precedente aumentare le vendite online, l’ incremento del traffico web non è l’unico modo per aumentare il tasso di conversione dei servizi o prodotti che vendi. Uno dei modi sicuramente più profittevoli è quello di lavorare sulle landing page su cui i tuoi visitatori arrivano.

Ottimizzare le Landing Page: Caso di studio reale

Ovviamente i fattori da considerare sono tanti, ma alcune volte bastano delle semplici modifiche per incrementare notevolmente le conversioni. Non ci credi? Guarda questa immagine: secondo te quale converte di più ?

Clicca sull’immagine per ingrandirla

Si tratta di una pagina di atterraggio (landing page) di una campagna ppc adwords di un e-commerce americano.

Quello che ti posso dire e che la versione B converte il 93% in più dell’altra (quasi il doppio e in questo caso l’azione di conversione è l’aggiunta al carrello), ma la cosa bella è che la modifica che è stata apportata riguarda solo l’headline.. Si hai capito bene, quasi il doppio delle conversioni con la sola modifica del titolo.

Ma perchè la versione b converte di più ?

E’ interessante capire le motivazioni per il quale la pagina b risulta più efficace. Queste due pagine sono state messe in split test A/B con sorgente di traffico PPC Adwords. Questo significa che, nonstante le parole chiave erano le stesse, gli annunci Adwords pure, ad ogni click sull’annuncio veniva visualizzata o la versione A o B, in maniera casuale ma con la stessa probabilità di visualizzazione. In questo caso il prodotto della versione B è stato aggiunto il 93% in più rispetto alla versione A.

Key point: La spiegazione in questo caso (ma non è una regola che vale per tutti i tipi di pagine) è che il titolo della pagina B combaciava o era molto simile a quanto scritto nell’annuncio Adwords. Di conseguenza chi arrivava su quella pagina ha una percezione maggiore di aver trovato quello che effettivamente stava cercando.

Il test quì sopra è stato condotto da Anne Holland, professionista inglese che per lavoro esegue split test sulle diverse combinazioni di landing page per verificare quali di queste ottengono i migliori risultati.

3 strumenti utili per ottimizzare le landing page

Ci sono diversi strumenti utili che permettono di effettuare dei test sulle landing page e di conseguenza valutarne le diverse potenzialità:

  • Google Web Optimizer: è uno strumento gratuito che può essere integrato con Adwords e permmete di effettuare split test A/B e test multivariabili. E’ lo strumento che utilizzo nella maggior parte dei casi.
  • Sitespect: Necessità di qualche settaggio in più rispetto a Google Web Optimizer ma permette di effettuare test più approfonditi.
  • Clicktale:  Permette di “registrare” quello che i visitatori fanno sul tuo sito e di analizzare successivamente i risultati.

L’argomento ottimizzazione delle landing page è moltro complesso, e mi riservo di ritornarci in altre occasioni.

Questo articolo è la continua di un post precedente in cui si parlava del modo in cui aumentare le vendite online.

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Certificazione AdWords: Ora Gli Esami Da Superare Sono 2 (1 Avanzato)

Nuove regole per essere certificato AdWords. Questo uno stralcio della mail appena ricevuta:

Il nuovo programma di certificazione di AdWords è stato migliorato in tutte le aree con aggiornamenti relativi a materiali di formazione, requisiti per gli esami, idoneità dei membri e vantaggi del programma. Per mantenere la certificazione, avrà a disposizione 6 mesi per passare al nuovo programma. Le novità introdotte sono:

  • Nuovo programma di studio progettato per migliorare le conoscenze in materia di strategie pubblicitarie
  • Introduzione a esami di livello avanzato aggiornati su base annua per dimostrare le competenze in materia di ricerca, display, reportistica e analisi
  • Abbiamo portato a due gli esami necessari per conseguire la qualifica individuale: un esame sui principi di base della pubblicità e un esame avanzato.Abbiamo stabilito nuovi criteri di spesa per singoli e aziende: il livello di spesa aziendale è stato abbassato a $10.000 mentre è stato rimosso il requisito di spesa minima per la qualifica individuale

Considerazioni Personali

Non è passato molto da quando ho sostenuto l’esame per diventare Adwords Professional.  Con l’introduzione di questa nuova certificazione Google cerca di segmentare ulteriormente le competenze dei consulenti: per ricevere la nuova certificazione bisognerà superare 2 esami di cui uno  di livello “avanzato” (a scelta tra ricerca, display, reportistica e analisi).

Personalmente, cercherò di ripertere gli esami tra qualche mese (tempo e studio permettendo) e mi focalizzerò sulla ricerca.

Un ulteriore novità degna di nota è data dall’introduzione della Ricerca partner Google. In questo modo chi vorrà avvalersi dei servigi di consulenti/aziende avrà uno strumento in più per ricercarli nella propria zona, anche se ora nel momento in cui scrivo non vedo la possibiltà di selezionare l’Italia come paese di origine.