La sostanziale differenza tra un filesystem journaled (come lo JFS) ed uno non journaled (come lo ext2) sta nella capacità di recuperare lo stato consistente dell'hard disk in pochi secondi. La tecnica di recovery, ereditata dai database, si basa sulle transazioni. In caso di crash del sistema, lo stato consistente del disco viene recuperato leggendo i log e riapplicando le modifiche: quindi lo stato precedente. Contrariamente in un filesystem non journaled lo stato consistente del disco passa attraverso l'analisi dei meta-data (i-node, directory, i-node map...) che richiede la scansione completa (blocco per blocco) del volume logico.
Gli i-node rappresentano oltre che i file e le directory anche qualsiasi altro oggetto del filesystem, e sono fondamentali per la ricerca degli stessi. Nei filesystem tradizionali (come lo ext2) devono necessariamente essere fissati a priori in base alla quantità di oggetti che si suppone saranno presenti. Una volta raggiunto il limite, non sarà più possibile creare oggetti anche se lo spazio sul disco è fisicamente presente (intendo i gigabyte disponibili e non ancora utilizzati). Nei filesystem journaled questo non accade: la tecnica di allocazione dynamica degli i-node permette di superare il limite.
Daniele Salamina, Relazione di Laurea, Progettazione e realizzazione di una distribuzione GNU/Linux, Settembre 2004