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La “Crisi” Non Esiste

Qualche giorno fa sono stato ad una fiera a Milano. Un cartellone espositivo di un’azienda ha attirato la mia attenzione. Era esposto un breve trattato sulla Crisi di Albert Einstein. So che molti di voi già lo conosceranno, ma voglio riportarlo lo stesso.

Credo che sia utile leggerlo o rileggerlo e ricordarene i punti importanti per prenderne spunto nei momenti di difficoltà.Credo che sia utile farlo leggere a chi a volte trova consolazione in questa parola per i propri fallimenti o per i fallimenti degli altri. Credo che sia utile a farci riflettere che quello che conta è la volontà e la tenacia nel fare le cose.

La “Crsi” Non Esiste SE SOLO VUOI NON Farla Esistere!

“Non possiamo  pretendere che  le cose cambino,
se continuiamo a fare le stesse cose.

La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni,
perché la crisi porta progressi.
La creatività nasce dall’angoscia
come il giorno nasce dalla  notte oscura.
E’ nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie.
Chi supera la crisi  supera sé stesso
senza essere ‘superato’.

Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà,
violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni.
La vera crisi, è la crisi dell’incompetenza.

L’ inconveniente delle   persone e delle nazioni
è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita.

Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine,
una lenta agonia.
Senza crisi non c’è merito.
E’ nella crisi che emerge il meglio di ognuno,
perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze.


Parlare di crisi significa incrementarla,
e tacere nella crisi è esaltare il  conformismo.
Invece, lavoriamo duro.
Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa,
che  è la tragedia di non voler lottare
per superarla.”

Albert Einstein

Dal minuto 1:01, Fabio Volo


3 Commenti

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3 Risposte a “La “Crisi” Non Esiste”

  1. 1

    MASSIMO dice:

    Caratteristica principale della grande massa della popolazione, più che la “stupidità” è il conformismo.
    In periodi in cui l’elite è composta da criminali, questo “uomo comune” nel suo piccolo ne assimila i comportamenti: ciò che è giusto e ciò che è sbagliato per la “massa” si deduce in primis dall’esempio che danno i vertici.
    In psicologia sociale, accanto al concetto di conformismo, vi è quello di obbedienza. È attraverso la socializzazione che le persone imparano a conformarsi a certe norme e a obbedire a certe figure di autorità. A tal proposito Stanley Milgram ha proposto quattro concetti chiave con i quali mettere in evidenza tali assunti. Questi concetti si ravvisano in: gerarchia (fra persone di status diseguale vige usualmente un rapporto di obbedienza, fra persone di pari status emerge il conformismo), imitazione (l’obbedienza non comporta imitazione, il conformismo sì), contenuto esplicito (comandi espliciti si associano all’obbedienza, richieste tacite ed implicite presuppongono conformismo) e volontarietà (chi obbedisce fa riferimento all’obbedienza nello spiegare il loro comportamento, chi si conforma fa riferimento alla volontarietà). Tali concettualizzazioni sono state criticate per la loro riduttività, ma al contempo danno una visione efficace del rapporto tra conformismo e obbedienza.

  2. 2

    Dario dice:

    @ MASSIMO:
    La storia ci ha sempre insegnato che ogni crisi ha un inizio e una fine, ad ogni evento positivo o negativo bisogna avere la capacità di adattamento al modo di vivere e proporre servizi o prodotti che si avvicinano alle richieste di mercato, in più bisogna essere in grado di trasmettere sicurezza a tutti i vari collaboratori senza spaventarsi di quello che si sente, per finire ci troviamo in una nazione che a livello industriale è famosa in tutto il mondo, infatti se ricordate negli anni settanta i nostri nonni si sono trasferiti in sud America o in Germania adesso sono gli stranieri a venire qui, con questo voglio semplicemente far capire che l’economia è una ruota che gira bisogna semplicemente adattarsi alle richieste di mercato, solo con voglia e constanza si superano questi momenti.

  3. 3

    Andrea dice:

    Parole bellissime e vere, da marchiare a fuoco nella mente e nel cuore!
    Non per niente, Einstein è stato un genio assoluto.
    E’ vero, per affrontare una crisi e superarla, non si può certo abbassare la testa e aspettare che passi o che magari qualcuno la risolva per noi, magari il governo, una qualche divinità o addirittura il destino!
    Porsi un obiettivo da raggiungere e compiere le azioni necessarie atte al suo raggiungimento, anche a costo di grossi sacrifici e contro tutto e tutti è la via per affrontare anche questa crisi attuale!
    E poi, giustamente, basta parlare di crisi! Parliamo invece delle opportunità che si sono aperte di conseguenza! 🙂
    Ma poi, tutta questa storia, sarà vera o sarà stata creata ad arte? Io propendo più per questa seconda alternativa, ma questo è un altro discorso.

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